Settembre, La Vite, i Celti e gli altri

Benvenuto Settembre, mi auguro il meglio. E lo auguro a tutti.

I Celti, Settembre e il suo albero

Riporto le caratteristiche della pianta di Settembre secondo la tradizione celtica e così farò per tutti i mesi , così che potete leggervi la pianta corrispondente al mese della vostra nascita. Ci saranno quattro post speciali per gli equinozi ed i solstizi.

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MUIN

VITE (Vitis vinifera)

Dal 2 al 29 settembre

L’albero

La Vite cresceva spontanea in Italia ed in altri Paesi europei fin da tempi antichissimi. La coltivazione per la produzione del vino sembra sia cominciata nell’Asia Minore. La coltura fu introdotta in Grecia verso il 1500 a.C. ed in Italia verso il 700 a.C.

La pianta è un arbusto rampicante. Il portamento naturale è irregolare, con ramificazione rada ma molto sviluppata in lunghezza, anche diversi metri.

Le foglie, detti pampini, sono palmate, suddivise in genere in 3 o 5 lobi più o meno profondi. I fiori sono riuniti in infiorescenze a pannocchia, dapprima erette, poi pendenti. Il frutto è una bacca, detta acino.

La Vite emette i grappoli a partire dal 3º-4º nodo dei germogli primaverili sviluppati dalle gemme dormienti. Questi nodi, con le relative gemme sono preformati già dall’anno precedente: ogni gemma dormiente contiene infatti il germoglio preformato, di dimensioni microscopiche. La Vite è una pianta caducifoglie che entra in riposo vegetativo durante la stagione fredda. La ripresa vegetativa ha luogo in primavera.

In alcuni testi relativi al Calendario degli Alberi si fa riferimento al Rovo. Anche dal Rovo si produce un frutto, la mora, da cui si può trarre una bevanda alcolica e zuccherina.

 Se sei nato sotto il segno della Vite potresti avere queste caratteristiche:

la parola chiave per te è senza dubbio : emozione;

un temperamento molto tenero  e dolce;

un carattere molto espansivo e amabile,

ti nutri di ideali, specialmente quelli riguardanti la giustizia, concedendo molto spazio ai sentimenti che provengono dal cuore piuttosto che ai ragionamenti provenienti dalla mente;

sei capace di costruire dal nulla e di ricostruire da capo;

sei in grado di attrarre gli altri e di influenzarli in modo benevolo;

sei altruista e desideri spesso aiutare il prossimo, specialmente nelle questioni che riguardano i sentimenti.

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La vite secondo “gli altri”

Anche nella cultura greca e romana andavano di pari passo, non è certo una scoperta il fatto che a Roma, Bacco abbia preso il posto di Dioniso, il più giovane figlio immortale dell’olimpico Zeus.

 

In  realtà questa  devozione ha origini ben più lontane.

 

I Sumeri celebravano una dea nota come Dea Vite o Madre Vite.

Viene riportata nella saga di Gilgamesh. Quest’ultimo si rivolge  alla divinità tesa a versare il vino per domandare come conquistare l’immortalità.

La vite è stata ed è il simbolo della gioventù e vita eterna.

Anche il mondo ebraico si avvale di questa pianta simbolicamente ricondotta all’albero della conoscenza, sembra che nelle leggi ebraiche tramandate oralmente, questa pianta sia il simbolo della scienza del bene e del male.

In  Mesopotamia, stessa musica,  Erodoto ricorda che gli Arabi idolatravano un Dio dei grappoli chiamato Orotalt.

Presso gli Ittiti si chiamava invece Dulukbaba.

Il mito più famoso rimane comunque quello del Dioniso, figlio di Zeus, Cretese.

A Creta sono state ritrovate tracce del culto del vino collegato a quello del toro, l’animale che è uno dei segni di riconoscimento di Dioniso che arrivava alle sue devote con “impetuoso piede di toro”.

Il ciclo delle celebrazioni in onore del Dio aveva tre tempi, che simbolicamente ricordavano la sua nascita, morte e resurrezione.

Partivano a dicembre con le dionisie rurali in cui si gustava il vino, continuando a gennaio dove si svolgeva nell’agorà di Atene la celebrazione della venuta al mondo del vino che ricordava la nascita di Dioniso dalla coscia di Zeus per finire in primavera quando si festeggiavano le Anthesteria, tre giorni in cui si commemorava il suo ritorno dagli inferi.

La leggenda narra che Dionisio fu ridotto a pezzi e poi bruciato, dalle ceneri germogliò una pianta, la vite.
Celebro le stagioni così, soffermandomi mese per mese, e quando riesco giorno per giorno. Cerco di osservare la natura il più possibile. Bramo il contatto diretto, mi regala benessere fisico ed emotivo. Non faccio arrampicate e nemmeno scalate, ma camminate sì, molte, se posso anche nei boschi , lungo fiume, altrimenti nei parchi. Se mollo questo contatto accumulo tensione, se lo cerco allento ogni nodo che si è formato.

 Alla prossima.

Tatiana

Bibliografia:

Dario Furlanetto

“Un calendario Celtico nella Valle del Ticino”

Consorzio Parco Lombardo della Valle del Ticino Editore – Parco Ticino 1999

Michael Vescoli

“Calendario dei Celti”

Parole di Cotone edizioni- Milano 1997

Roberto Corbella

“Celti. Itinerari storici e turistici tra Lombardia Piemonte Svizzera”

Guide Macchione Editore- Daverio, Varese 2000

Guido Brusa  Roberto Castrovinci

“ Gli alberi e gli arbusti del Parco del Ticino”

Consorzio Parco Lombardo della Valle del Ticino Editore – Parco Ticino 2007

Sitografica

“IL CALENDARIO CELTICO”  di  Adriano Gaspani  I.N.A.F – Istituto Nazionale di Astrofisica   Osservatorio Astronomico di Brera – Milano http://www.duepassinelmistero.com/calendarioceltico.htm

“Oroscopo Celtico: scopri qual è il tuo Albero guida” di Marta Albè https://www.greenme.it/vivere/costume-e-societa/22115-oroscopo-celtico-alberi

“Il significato e la simbologia degli alberi nel calendario Celtico” http://www.ilgiardinodegliilluminati.it/calendario-oroscopo-zodiaco-celtico/zodiaco-celtico.html

“Dalla Dea Vite a Bacco”: la vite e l’uva nella mitologia classica Ravenna, 28.10.2010, di Giorgia Lagosti http://www.mondodelgusto.it/2010/10/28/dalla-dea-vite-bacco-vite-uva-nella-mitologia-classica/

 

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