Il gelato. Un viaggio attraverso il tempo per scoprire uno degli street food più golosi e popolari.

 

 

Si dice che Alessandro Magno, durante le sue avventure in India, chiedesse continuo rifornimento di neve che mangiava mescolata a miele e frutta.

Certo, da una bevanda “mangia e bevi”( a quel tempo non era solido!) al gelato a cui siamo abituati c’è un abisso di differenza, ma l’idea di sorbire una vivanda rinfrescante e, allo stesso tempo, gustosa ha origini molto antiche.

Molte fonti rimandano alla Bibbia come primo libro in cui si fa cenno ad una bevanda rinfrescante antenata delle nostre granite che Abramo avrebbe offerto ad Isacco per ristorarlo; esse riportano un improbabile passo/versetto in cui Abramo porge al figlio Isacco del latte di capra misto a neve, dicendogli “mangia e bevi, il sole è ardente e così puoi rinfrescarti”.

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In questo senso è lecito sollevare qualche dubbio; se il sole era ardente come è possibile che ci sia stata neve? Questo racconto, frequentemente citato nel web ma anche in diverse testate giornalistiche cartacee, è più simile ad una leggenda che ad un riferimento attendibile visto che non viene mai citato il versetto corrispondente a tale avvenimento tra i due patriarchi e, leggendo attentamente le loro vicende, non si riscontra nemmeno lontanamente un passo che possa somigliarli. Nel dubbio ho chiesto a  Don Stefano Cadenazzi, il quale conferma l’ipotesi del racconto mitologico.

 

Nonostante esistano testi e fonti riportanti la neve là dove non vi poteva essere, c’è da sottolineare il forte ingegno dei nostri antenati. L’uomo si adoperò a “produrre” il ghiaccio riscaldando l’ acqua e successivamente collocandola in sotterranei freddissimi, dove il vapore acqueo gelava sulla roccia. Tutt’ora se ci aggiriamo per castelli medioevali, ma anche per ville ottocentesche, possiamo imbatterci in sotterranei a forma di igloo che costituivano le così chiamate “ghiacciaie” o “neviere” dove si stipava la neve a strati intervallate da foglie e paglia per avere ghiaccio, e la possibilità di conservare, tutto l’anno.

Si dice che gli Egizi porgessero ai loro ospiti calici d’ argento divisi a metà, una piena di neve e l’ altra di succhi di frutta, la leggenda vuole che Cleopatra offrì una coppa ad Antonio sottoforma di granita.

Uno dei primi documenti storici in cui si parla di “gelato” arriva da un poeta greco vissuto ad Atene intorno al 500 A.C. e racconta quanto ai greci piacesse preparare bevande rinfrescanti con arance, limoni, miele, succo di melagrana, e, naturalmente, neve o ghiaccio.

Nell’antica Roma c’era una forte richiesta di bevande ghiacciate: vi era un commercio floridissimo dalle nevi dell’Etna e del Vesuvio verso “caput mundi”. Lo testimonia la ricetta di Plinio il Vecchio che indica come mescolare ghiaccio tritato con miele e succhi di frutta. Lungo le strade principali erano frequenti i Thermopolia, un equivalente dei nostri carretti dei gelati molto comuni in passato anche da noi.

Secondo Avicenna, nel suo bellissimo manuale conservato ai musei storici di medicina dell’ Università di Bologna, furono gli arabi a mettere appunto una prima tecnica di realizzazione di bevande ghiacciate, anche se spetta a Marco Polo il merito per aver intuito che mescolando acqua e salnitro si poteva avere un “effetto neve”.

Il “nostro” comune gelato cremoso  e prodotto d’eccellenza Made in Italy, lo dobbiamo a Ruggeri,  un pollaiolo fiorentino che partecipò ad un concorso gastronomico indetto dai Medici. Ruggeri mescolò a lungo zabaione, panna, latte, miele e zucchero. Il risultato fu  definito dai cronisti gastronomici dell’epoca “il piatto più singolare che si fosse mai visto”. Fu cosi che Caterina dei Medici- promessa al futuro Re di Francia- si portò il Ruggeri al banchetto di nozze reali a Marsiglia il quale preparò il gelato per i sovrani e tutti gli aristocratici invitati.

A Firenze vi fu anche Buontalenti  architetto, incaricato di organizzare un magnifico banchetto per gli ospiti spagnoli del Duca di Toscana. Fra i tanti manicaretti, offrì anche la famosa crema fiorentina: colossale trionfo, tanto che gli spagnoli divulgarono la notizia in Europa.

La diffusione mondana del gelato la dobbiamo ad un pescatore siciliano: Francesco Procopio de’ Coltelli che mise appunto una tecnica di produzione nuova grazie ad una macchinetta che gli aveva lasciato in eredità suo nonno e sfruttando la cultura del gelato che in Sicilia avevano lasciato gli arabi. Francesco emigrò a Parigi e nel 1666, aprì il “Caffè Procope”, oggigiorno uno dei più antichi e leggendari caffè letterari. Da quel bancone si diffusero, diventando famosi in tutta l’Europa, i “caffè con gelato” all’italiana.

Slittando a due secoli dopo circa, Pellegrino Artusi lo cita benevolmente nel suo famoso e storico libro “La scienza in Cucina e l’arte di mangiar bene”. Scrive: “ Ora poi che, essendo venute in uso le sorbettiere americane a triplice movimento senza bisogno di spatola, si può gelare con meno impazzamento di prima e con maggiore sollecitudine, sarebbe peccato il non ricorrere spesso al voluttuoso piacere di questa bevanda…”

 

Nel nostro tempo il gelato è lo street-food più famoso, economico e goloso in Italia e all’estero. Noi Italiani ne siamo ghiottissimi, ne consumiamo in media circa 15 chili procapite all’anno, i tedeschi ne mangiano la metà di noi, e gli americani sono intorno ai sette chili. La differenza tra noi e loro- oltre alla quantità- sta nel preferire gelato artigianale fatto sul momento a quello industriale, infatti il mercato è coperto al 60% dalle botteghe artigianali e il 40% dalle industrie.

Un’ultima considerazione su fatto che, nell’immaginario comune, il gelato sia da preferire durante il clima caldo. Non è cosi, il gelato è apprezzato, se pur con una diminuzione dei consumi, anche durante le stagioni dell’autunno e dell’inverno.

Il Nord Italia è il più forte consumatore con circa il 54% del totale mentre il Sud ne mangia solo 28%. Le città più ghiotte in ordine decrescente sono Roma, Napoli, Firenze e Venezia.

Il re dei gusti rimane il cioccolato; imperturbabile e per niente scalfito dalle nuove invenzioni talvolta molto eccentriche.

Potevo non segnalarvi la mia gelateria (che poi è anche pasticceria) preferita in assoluto?

Se durante queste vacanze siete in quel della mia Toscana non dimenticate di visitare Lucca e di prendervi un gelato alle Bontà, sarà un’esperienza unica! Si trova appena fuori dalla cerchia cittadina, a pochissimi chilometri dal centro storico.

Qua sotto vi metto una breve storia e mission che ho trovato sul loro sito.

 

La pasticceria Le Bontà nasce a Lucca nel 2003 e deve il suo trionfo all’esperienza e all’intraprendenza di Marco Toschi, che da sempre si dedica con passione, dedizione e creatività al suo lavoro nel ramo della pasticceria.

Nata come yogurteria di grande successo, una delle prime a Lucca, vede la necessità di sviluppare ulteriormente il suo lavoro, creando un laboratorio dove latte fresco e frutta di stagione danno vita a gelati artigianali, sorbetti, semifreddi, monoporzioni e le tanto richieste mignon alla frutta e crema.

Nel 2005 nasce inoltre il laboratorio del cioccolato, dove ogni anno vengono create nuove selezioni di praline, soggetti tridimensionali e nel periodo pasquale numerosi capolavori d’alta pasticceria..

Nel 2011, inizia il progetto d’ampliamento dei laboratori. Con la continua richiesta di fornitura da parte dei numerosi ristoranti e catering, viene istituita una nuova ala ben attrezzata per garantire il miglioramento degli standard di qualità ed una attenzione approfondita per le lavorazioni.

“Dopo numerosi viaggi fatti sia all’estero che in Italia, dopo aver provato dolci e cioccolate fatte in ogni angolo del mondo, ho avuto voglia di regalare le stesse sensazioni e gli stessi sapori che io stesso ho provato.. E’ importante per me lasciare un ricordo indelebile nella memoria di ogni persona che entra nel mio negozio.”

 (Marco Toschi)

Visita http://www.le-bonta.it

A presto, Tatiana

 

2 commenti Aggiungi il tuo

  1. tachimio ha detto:

    Un post bellissimo ricco di ”gustose” notizie. Brava Tatiana. Molto piaciuto. Un abbraccio ” fresco”. Isabella

    Piace a 1 persona

    1. tatianakepos ha detto:

      Grazie infinite Isabella! 😍

      Mi piace

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