Vini biologici

I vini biologici stanno conquistando una fetta di mercato sempre più grande visto che i consumatori italiani stanno divenendo sempre più sensibili a tematiche di genuinità e di sostenibilità del prodotto.

C’è anche da osservare che il trend è aumentato in corrispondenza al consenso dell’Unione Europea alla produzione di vino biologico con la possibilità di applicare il bollino sull’etichetta. Questa possibilità di riconoscimento a prima vista, oltre ad una maggiore consapevolezza del compratore, ha portato un incremento di vendite  costante.

Brevemente, senza diventare tediosamente accademici, il vino biologico differisce da quello prodotto con metodi convenzionali  rispetto ad alcuni aspetti, i più importanti sono:

  • Il vino Biologico segue i dettami del regolamento 834/2007 per produrre uve biologiche. E per ciò che concerne il processo di trasformazione in cantina è indispensabile eseguire la vinificazione utilizzando solo i prodotti enologici e i processi autorizzati dal regolamento 203/2012.
  • Nella cantina bio, sono consentiti procedimenti fisici come la concentrazione a freddo e l’elettrodialisi o l’utilizzo di scambiatori di cationi per assicurare la stabilizzazione tartarica del vino. Per ciò che concerne i trattamenti termici la temperatura non può essere oltre i 70 °C e per la centrifugazione e la filtrazione la dimensione dei pori non può essere inferiore a 0,2 micrometri.
  • Il regolamento il limite consentito dei solfiti a 60 mg/l per i vini rossi e 80 mg/l per i bianchi. Per raggiungere questo risultato è necessario lavorare bene in vigna evitando trattamenti a base di zolfo prima della vendemmia e arrivare in cantina con uve integre e cercando di mantenerle, per il tempo necessario, a temperature fresche , proprio per evitare fermentazioni sgradevoli. Oltre a questo è necessario curare anche il momento della fermentazione alcolica attraverso un uso pensato di coadiuvanti(è fondamentale dare la preferenza a materie prime provenienti dall’agricoltura biologica) e lieviti senza solfiti.

In generale possiamo affermare che all’habitué  di vini biologici ciò che interessa di più è la non aggiunta di solfiti al vino. Essi, secondo molti esperti del settore, sono la causa di alterazioni vitaminiche, appesantimento del nostro sistema detossificante ad opera del fegato, responsabili di alcune reazioni allergiche (come asma, eczemi, orticaria e dissenteria) oltre ad interagire con farmaci cortisonici.

Fatta questa doverosa introduzione passiamo ora a dare qualche suggerimento d’acquisto; i vini hanno un prezzo medio e sono facilmente reperibili in enoteche o nei centri della Grande Distribuzione Organizzata. Non sono una sommelier quindi evito di fare commenti tecnici ai vini (come alle birre!) , mi limito a segnalare quelli che amo. Quelli che andrò a segnalare nei successi post, in definitiva, sono tutti vini che ci hanno dato soddisfazione al palato e la possibilità di poterli abbinare facilmente a diversi piatti.

In questo primo post sui vini biologici sarò in Toscana ma poi mi sposterò in diverse regioni d’Italia per segnalarvi alcune etichette che, a mio avviso, necessitano un focus.

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Alla prossima,

Tatiana

 

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