L’assenzio

il

L’absinthe prende il nome dall’artemisia absinthum, termine scientifico della pianta dell’assenzio maggiore. Dal sapore molto amaro, già ai tempi dell’antica Grecia veniva usato per curare i problemi digestivi in infuso o in macerazione nel vino.

La nascita dell’absinthe moderno sembra risalga al 1792, quando Pierre Ordinaire, un medico francese esiliato in Svizzera, rielaborò un elisir composto da varie erbe in soluzione alcolica, chiamato “fee verte”.

Nel 1870, a causa di un parassita che ridusse di numero gran parte dei vitigni, il vino divenne molto inconsueto e i francesi iniziarono a consumare l’assenzio.

A causa della crisi del vino cominciò, in quel periodo, anche una netta divisione tra i grandi trasformatori di assenzio; alcuni continuarono a fare una bevanda di qualità superiore a base d’alcool di vino, gli altri, utilizzavano alcol di pessima qualità o  veri e propri surrogati con oli essenziali, coloranti e additivi chimici.

Queste gravi truffe, legate ad una campagna diffamatoria promossa dai produttori di vino contro l’assenzio colpevole secondo i loro studi scientifici di causare gravi danni alla salute, portarono la bevanda ad acquisire una valenza negativa presso gli acquirenti.

L’episodio che scatenò la messa al bando dell’assenzio arrivò nel 1905, quando Lanfray assassinò la famiglia dopo aver bevuto molti bicchieri di assenzio.

L’ho scoperto grazie ad un’amica che me lo fece notare in un dipinto di Edgar Degas del 1876 e da li non l’ho più lasciato…

assenzio_degas

(Credits: Museo d’Orsey)

Edgar Degas (1834-1917)

L’assenzio1875-1876 Olio su tela

Parigi, museo d’Orsay

Legato del conte Isaac de Camondo, 1911

C’è qualcosa di magico in questo liquore, qualcosa di segreto, dal piacere proibito e molto inebriante. Lo si percepisce presagendolo con le narici perché pizzica e il suo aroma alcolico arriva subito alla testa e poi, successivamente, assaggiandolo. Si racconta che era il liquore preferito dai poeti maledetti che spesso lo sorseggiavano fumando l’oppio, dalle prostitute nelle case chiuse e dalle persone poco raccomandabili, ma in realtà lo degustavano anche i signori dell’élite.

Esistono innumerevoli teorie sulla degustazione dell’assenzio. Viene da pensare immediatamente alle scene di Johnny Depp in Jack lo Squartatore quando infiamma la zolletta di zucchero che poi rovescia e mescola nel bicchiere colmo di assenzio.

Ci sono altri modi di prepararlo e gustarlo: quella di versare l’acqua e l’assenzio in due bicchieri diversi e mettere lo zucchero sulla lingua, oppure, quella di mettere una piccola quantità di acqua in bocca e prendere l’assenzio senza zucchero. Una moda appena passata a Parigi è stata quella di diluirlo con lo champagne.

La degustazione classica è una cerimonia vera e propria; fatta con criterio può diventare molto suggestiva se accompagnata da buona musica, luci abbassate e candele.

Cosa serve?

Assenzio 70° C

cucchiaio da assenzio

bicchiere tumbler di medie dimensioni

zollette di zucchero

acqua

Come si serve?

Si versa un quantitativo di assenzio a piacere nel bicchiere – chi lo assaggia per la prima volta, dovrà essere molto cauto-si appoggia il cucchiaino di assenzio sopra il bordo del bicchiere, si pone la zolletta di zucchero e si fa gocciolare sopra l’acqua, fino a suo totale scioglimento.

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Concludo con una poesia di Oscar Wilde che lo celebra cosi:

Un bicchiere d’assenzio, non c’è niente di più poetico al mondo. Che differenza c’è tra un bicchiere di assenzio e un tramonto? Il primo stadio è quello del bevitore normale, il secondo quello in cui cominciate a vedere cose mostruose e crudeli ma, se perseverate, arriverete al terzo livello, quello in cui vedete le cose che volete, cose strane e meravigliose.

Buon Viaggio !

Tatiana Di Grazia

Prima di provare ricordare che è un liquore molto forte e se non diluito potrebbe causare gravi problemi alla salute. Moderare il consumo di Assenzio, aumentare la lettura di poesie bellissime e di ascolto di musiche meravigliose.

7 commenti Aggiungi il tuo

  1. Simona ha detto:

    Happy Sunday ❤

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  2. Antonio ha detto:

    scopro per caso questo blog e ci sono entrato in punta di piedi…..complimenti per il contenuto !
    un caro saluto

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    1. tatianakepos ha detto:

      Grazie Antonio, molto carino da parte tua, un caro saluto a te

      Mi piace

      1. Antonio ha detto:

        Mi farebbe piacere se tu venissi a leggere il mio blog….
        Ciao, buona serata

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  3. fitoterapiapratica ha detto:

    Grazie per l’articolo davvero interessante!

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    1. tatianakepos ha detto:

      Tante grazie, sei stata molto gentile a leggere e a commentare! Tatiana

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