Moscato di Scanzo. La meditazione, secondo me.

Storia

ll Moscato di Scanzo è dato da un vitigno autoctono di antica storia, riconosciuto, poi, a livello europeo, negli anni ’70.

Si annovera tra i vini più antichi d’Italia, citato già nel testamento di Alberico da Rosciate del 26 marzo 1350 “…lascio al figlio Tacino la Bersalenda, ove si coltiva il moscato rosso…”.

Gli storici fanno risalire la sua origine intorno all’anno 1000 a.C., epoca del leggendario Ateste che, fuggendo da Troia, arrivò nella zona veneta di Este giungendo verso ovest fino ad arrivare al fiume Serio che rappresentava il confine territoriale. Gli Atestini fondarono il villaggio chiamato Ros (dal greco, mazzo d’uva), che con l’aggiunta del celtico ate divenne Rosate, divenuto poi Rosciate all’inizio del XIX secolo.

Caio Giulio Cesare comandò, nella zona dell’attuale Scanzo, un campo militare comandato da un centurione della famiglia degli Scantii, da qui Scantius ora Scanzo.

Nel 1850 il Moscato di Scanzo veniva quotato alla Borsa di Londra per 50 ghinee alla botticella.

Un produttore è fornitore della Real Casa d’Inghilterra.

Tecnica

Il Moscato di Scanzo è la più piccola Docg d’Italia. Un Moscato passito a bacca rossa, ottenuto da vitigno coltivato su un territorio di soli 31 ettari. Può essere considerato una eccellenza e il Consorzio di Tutela garantisce la valorizzazione.

Questo preziosissimo vino è ottenuto dall’omonimo vitigno coltivato esclusivamente nel comune di Scanzorosciate, nella provincia di Bergamo.

La vendemmia ha luogo tra la fine di settembre e la metà di ottobre dove le uve scrupolosamente scelte vengono poste in appassimento per non meno di ventun giorni. L’ appassimento avviene posando le uve su graticci oppure in apposite cassette in ambienti ventilati o termo condizionati al fine di monitorare il processo ed evitare la formazione di muffe e il rapporto tra zuccheri e acidità.

Il disciplinare di produzione prevede che per almeno due anni il prodotto rimanga in vasche d’acciaio per affinare le sue qualità prima di essere imbottigliato.

Sensi

Si presenta con un colore rosso rubino carico.

E’ molto articolato all’olfatto; si avverte la prugna, confettura, rosa canina, marasca, salvia sclarea e sottobosco. Già da giovane presenta note terziarie come tabacco e cioccolato che poi si trasformano e si dilatano con il tempo.

Dal gusto equilibrato ed elegante, moderatamente dolce. Morbido, vellutato, corposo con un’incredibile persistenza.

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Più importante degli abbinamenti è l’atmosfera adatta per degustare la sorprendente evoluzione aromatica di questo vino da meditazione.

Si serve ad una temperatura di 15° C in grandi calici, per favorire l’ossigenazione.

L’ideale, per me, è degustarlo da solo, nelle sere di autunno e inverno leggendo un libro oppure ascoltando musica. Gli intenditori consigliano abbinamenti con formaggi erborinati, pasticceria secca e  cioccolati fondenti.

Visita http://www.consorziomoscatodiscanzo.it/home.php?pagina=consorzio

“Ogni vino è frutto di un amore costante che non si può raccontare, ma solo sentire.”http://www.ilcipresso.info/cipresso.php

SERAFINO, MOSCATO DI SCANZO.

AZIENDA AGRICOLA “IL CIPRESSO”. Il Cipresso di Angelica Cuni

Via Cerri, 2 – 24020 Tribulina

fraz. Scanzorosciate (BG)

Alla prossima,

Tatiana

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