Pensieri e il mare d’autunno

Pensieri e il mare d’autunno

Di fronte a questi scogli ho pensato che la vera ricchezza dell’uomo è il silenzio. Però per poterlo pensare son dovuta venire qua, al mare. Oltre al silenzio vero e proprio; niente musica, nessuno con cui conversare, cellulari e tv spente, mi riferisco al silenzio mentale. Si, perché quando si tratta di non avere rumori intorno tranne quello delle onde o di una barca che rientra al porto possiamo anche provarci per qualche ora, ma se qualcuno vi dicesse che il silenzio esterno non basta e che serve un silenzio più profondo, più interno, della mente? Ecco, a me la cosa è stata raccomandata spesso, ma ammetto che è difficile da mettere in pratica. I pensieri di ogni natura si affacciano, si rincorrono tra di loro per poi modificarsi tornando di nuovo con una nuova maschera.

Ad esempio.

“Sono arrivata presto, perché non vedo nessuno. Ma chi dovrebbe venire al mare in autunno? Siamo in pochi a riconoscere la sua bellezza e fascino, ai più mette tristezza. Oddio magari hanno anche ragione, il mare d’estate è più vivo, la musica, i giochi, le cene sulla spiaggia. Ecco perché non c’è nessuno, al mare in questa stagione ci vengono solo quelli che danno retta ai poeti e ai cantanti, ma in realtà è desolazione. Forse ero solo io a non saperlo. Gli altri lo sapevano e io arrivo sempre ultima. Come sempre. Fra un po’ è ora di pranzo, andrò a mangiare qualcosa. Certo da sola faccio la figura della disperata al mare in inverno. Magari qualcuno può pensare che io sia sola, abbandonata, oppure che sia stata lasciata e che sia qua a piangere tutte le mie lacrime, e invece non sanno che sono felice di essere qua…Non che a me interessi, ma di sicuro lo pensano. Ma chi lo pensa? Alla fine i commercianti son lì per vendere mica per fare un profilo psicologico a me…eppure non so chi me lo disse, ma i bottegai sanno sempre tutto di tutti e inquadrano il cliente di primo acchito. A pensarci bene non ho fame. Arrivo al molo e poi torno a casa.”

Ecco. Quanto pensate che sia durato questo dialogo interiore tra me e me (siamo in due, lo ammetto) ? Tre, quattro secondi? Eppure questo fa la mente. E a volte fa pure di peggio, ci vogliamo ancora più male quando restiamo il balia di pensieri persecutori verso noi stessi. La società in cui viviamo ci ha ben insegnato il disprezzo verso la nostra persona. Ormai per avere un minimo di amor proprio dobbiamo spendere centinaia di euro in corsi su autostima, accettazione di se e chi ne ha più ne metta.

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Il punto è: riusciamo a tacere veramente per un periodo sufficientemente lungo da considerare la nostra mente a riposo?

Io non so se chi medita per molte ore riesce a prendere le distanze dai pensieri che arrivano come un fiume in piena, forse i più bravi ci riescono, non lo so.

Esistono dei momenti in cui la mente smette di elaborare una qualsivoglia informazione?

Secondo me uno di quei momenti è un attimo prima di addormentarci, proprio un attimo. Perché fino ad un secondo prima di prendere sonno stiliamo la lista delle cose da fare l’indomani. Ma in quel attimo prima di chiudere gli occhi ci abbandoniamo , anche se durante la giornata trascorsa è capitato tutto il bene o tutto il male del mondo.

Poi, forse, ci sono altri istanti in cui la nostra mente è libera da ingombri. Quegli istanti unici in cui facendo qualcosa chiamiamo la nostra essenza, e lei c’è.  Per il pescatore può capitare nelle attese in cui la lenza rimane immobile e la sua mente è una stanza vuota . Per il ciclista può essere una corsa in bicicletta, per un fotografo può essere scattare foto, per un pittore può essere la pittura, per un pizzaiolo il momento in cui impasta, per un chimico il tempo di una reazione,  e via dicendo.

Alla fine della mia passeggiata mi siedo per ammirare il mare e respirare la sua aria salmastra. Si avvicina un uomo con i capelli lunghi e bianchi, dalla pelle bruciata dal sole e che fino ad un attimo prima pescava in compagnia del suo cane dicendo :

“Ieri era burrasca! Oggi è nuvoloso ma dopo mezzogiorno arriva il sole! La ritrovo?”

Ed io :

“Stavo pensando se pranzare qua o no”

E il pescatore:

“ Più che pensare, deve ascoltare se la sua pancia borbotta!”.

Appunto. Pensiero 0 Sentire 1.

Tatiana

2 commenti Aggiungi il tuo

  1. Attilio ha detto:

    Bellissima riflessione ☺️

    Mi piace

    1. tatianakepos ha detto:

      Grazie Attilio, ti auguro una bellissima Domenica!🍀

      Piace a 1 persona

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